Il colore verde ogni tanto spunta a sorpresa…

Quando ho iniziato la mia avventura colorata non davo importanza al materiale. Ero curiosa di capire il metodo. Visto che ho studiato per stare in laboratorio, ho subito concentrato i miei sforzi nei vari protocolli e ricette dimenticando forse una parte molto importante di quest’arte: il territorio. Il prodotto artigianale è come un buon vino: deve la sua qualità all’ambiente e alla qualità dei materiali di cui è fatto. Se torniamo indietro nella storia dell’umanità si scopre che l’uomo tingeva con le piante che trovava nella propria zona. Così ho pensato di provare le piante che ho intorno e di usare lana prodotta nel mio territorio.

Una pianta molto comune qui, utilizzata come ornamentale e di origine asiatica è il Prunus cerasifera pissardi

11Prunus cerasifera pissardii1La pianta si ricopre a marzo Aprile di tantissimi fiorellini bianco-rosa ed è una meraviglia. Utilizzando le foglie (400%) il colore che si ottiene è…un bel verde!.In natura si ottiene spesso il giallo e il marrone.Il verde lo si trova in poche piante. Strano, visto che in fondo se pensiamo alla natura ci viene spontaneo pensare al verde.

ITALIA1

La matassa che ho preparato qui sopra è particolare per un altro motivo. La lana proviene dai pascoli della Lessinia,Verona. La pecora Brogna è stata recuperata e nel 2013 ha dato i primi risultati lanosi. La lana era già venduta in tutta Europa dagli Scaligeri ed è stata definita di ottima qualità.

L’associazione per la promozione della pecora Brogna si occupa della promozione di questa razza e se volete acquistarne potete contattare Margherita Carra nel suo sito:

www.fogliadiquercia.it

Margherita è una bravissima tessitrice e vi darà tutte le informazioni sulla lana.

E il rosso?..beh per il rosso bisogna lavorare con la pianta tintoria per eccellenza:la Robbia!..ma questa è un’altra storia..