preparandosi per Formigine

L’ansia sale e i pentoloni bollono…sarò pronta?intanto ecco un anticipazione:

laneEcco i gomitoli. Ho pensato di proporre così il mio lavoro, in modo che sia pronto da usare. La matassa è bella, ma l’idea di farvi tornare a casa e schiavizzare figli e mariti per srotolarla, mi inquietava!Sono matasse da 50 gr e 100 gr. Dipende dal tipo di lana , quello che non cambia è il metraggio di circa 100 metri a gomitolo. I colori non sono ripetibili perfettamente, ma ho preparato per ogni tinta almeno 5oo gr di lana.Così potete fare sicuramente scialli, calze,  guanti e sciarpe. Con un gomitolo sono riuscita a farmi un paio di slipper!!

A presto Valentina

Cotto e knittato! la Robbia

cotto e cucito

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robbia natural dyeing

la Robbia: un mondo di sfumature, dal rosso al mattone passando dall’arancio e lilla. Qui c’è da aprire un’apparentesi abbastanza grande da tenere dentro millenni di storia del colore e rotoli e rotoli di ricette….altro che rotoloni regina e divina commedia! la radice di questa pianta contiene più di un pigmento, in più le tonalità variano con la temperatura e il pH del bagno. Utilizzata da quando l’uomo sta eretto è considerata tra le piante tintorie per eccellenza e naturalmente la utilizzeremo nel corso. Nel frattempo vi aspetto a Formigine il 22-23 marzo!!

Corso di Tintura Naturale 3,4 Maggio 2014

corso tintura naturale Mantova

Siete curiosi di provare? Parleremo di mordenzature, filati, piante mentre mescoliamo nelle pentole fibre di lana e seta. Vi racconterò della storia del colore nei secoli e vi porterò una serie di testi da consultare in base alle vostre curiosità.

IL CORSO SARA’ SOLO SABATO E DOMENICA!! Molti lavorano e così ho riorganizzato i tempi per venirvi incontro.

Se venite da fuori Mantova non ci sono problemi per l’alloggio. A pochi passi ci sono sia bed and breakfast che agriturismi e un ostello. Il posto dove si svolgerà il corso è proprio in riva al fiume Mincio dove partono le imbarcazioni per le escursioni sul fiume. Rivalta è nel cuore del Parco del Mincio. Guardate sul sito per visionare il calendario degli eventi.

ecco dove si trova il corso:


Vi aspetto!

Il colore verde ogni tanto spunta a sorpresa…

Quando ho iniziato la mia avventura colorata non davo importanza al materiale. Ero curiosa di capire il metodo. Visto che ho studiato per stare in laboratorio, ho subito concentrato i miei sforzi nei vari protocolli e ricette dimenticando forse una parte molto importante di quest’arte: il territorio. Il prodotto artigianale è come un buon vino: deve la sua qualità all’ambiente e alla qualità dei materiali di cui è fatto. Se torniamo indietro nella storia dell’umanità si scopre che l’uomo tingeva con le piante che trovava nella propria zona. Così ho pensato di provare le piante che ho intorno e di usare lana prodotta nel mio territorio.

Una pianta molto comune qui, utilizzata come ornamentale e di origine asiatica è il Prunus cerasifera pissardi

11Prunus cerasifera pissardii1La pianta si ricopre a marzo Aprile di tantissimi fiorellini bianco-rosa ed è una meraviglia. Utilizzando le foglie (400%) il colore che si ottiene è…un bel verde!.In natura si ottiene spesso il giallo e il marrone.Il verde lo si trova in poche piante. Strano, visto che in fondo se pensiamo alla natura ci viene spontaneo pensare al verde.

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La matassa che ho preparato qui sopra è particolare per un altro motivo. La lana proviene dai pascoli della Lessinia,Verona. La pecora Brogna è stata recuperata e nel 2013 ha dato i primi risultati lanosi. La lana era già venduta in tutta Europa dagli Scaligeri ed è stata definita di ottima qualità.

L’associazione per la promozione della pecora Brogna si occupa della promozione di questa razza e se volete acquistarne potete contattare Margherita Carra nel suo sito:

www.fogliadiquercia.it

Margherita è una bravissima tessitrice e vi darà tutte le informazioni sulla lana.

E il rosso?..beh per il rosso bisogna lavorare con la pianta tintoria per eccellenza:la Robbia!..ma questa è un’altra storia..

Legno campeggio, Haematoxylon campecheanum

Questa pianta è chiamata  Logwood in inglese nei testi di tintura e in internet. Lo dico subito perchè spesso le informazioni principali si ottengono proprio consultando la bibliografia straniera. La pianta, leguminosa, d’alto fusto, è di origine Messicana.

Scoperta grazie alle esplorazioni degli spagnoli, in seguito alla scoperta dell’America, veniva probabilmente già utilizzata dagli aztechi. Si utilizza il legno, di colore rossiccio e lo si compra già in scaglie. Ha un elevato potere tintorio regalando splendide sfumature che vanno dal blu al viola, al lilla e grigio.

Nel mio caso ho sospeso le scaglie del legno in acqua per tutta la notte. Il giorno successivo ho trattato la lana mordenzata in allume e cremor tartaro. Ho visto che il 30% di legno (calcolato sul peso secco della lana) è sufficiente per ottenere come primo bagno un colore blu mentre con il secondo ho ottenuto un bel viola. Non ho portato ad ebollizione l’acqua, ma ho mantenuto la temperatura a 50 °C.  E’ bastata tenere le matasse per mezz’ora in ammollo.

Ho tinto anche del cotone Dmc e ho provato a confezionare una sciarpa con il telaio. Mi sono accorta che se tengo troppo a lungo la matassa nel bagno il colore vira al grigio. Per questo motivo ho cercato di lavorare velocemente senza agitare troppo il bagno.

La molecola che contribuisce alla colorazione si chiama ematossilina ed è effettivamente “colorante” quando si ossida ad emateina. Una piccola curiosità scientifica: l’ematossilina si utilizza in istologia per evidenziare le strutture nucleari e citoplasmatiche. emateina

Ho trovato questo sito in inglese interessante perchè vi da anche informazioni sulla storia della scoperta del campeggio.

http://waynesword.palomar.edu/ecoph4.htm

Al prossimo colore!

Cavolo rosso

Ma che puzza!!

Tanto bello e colorato quanto puzza appena lo tagli…e Matilde schifata lo guarda da lontano: Non metterai in pentola anche quello, vero mamma?!?

Ma ceeerrrrto!!!

Anzi a dire la verità basta frullarne metà con un pò di acqua bollente e subito si sprigiona un colore che va dal blu al viola-fucsia.

Meraviglia!!

MA…MA…

Attenzione!!

Il colore  purtroppo è molto labile e nel giro di una settimana sparisce dai filati. Ha però una gran virtù: vira in base al pH della soluzione a cui si aggiunge. Inoltre, come suggerisce il libro “Facciamo i colori” (bellissimo per chi lavora con i bambini dell’asilo), può essere utilizzato per colorare i fogli e poi scrivere o pitturarsi addosso.Io lo provato come indicatore del pH aggiungendo succo di limone o soda caustica (diluita in acqua in proporzione di 40 g in 1 Litro di Acqua distillata; occhio che si aggiunge la soda all’acqua e non vice versa!!) Ecco i risultati:

Un suggerimento per i più grandi. Il mio succo in partenza era più azzurro-blu che viola. Una volta imbottigliato e lasciato a temperatura ambiente vira verso il fucsia, segno che la soluzione si è acidificata. Se non ricordo male la fermentazione ad opera di microrganismi (lieviti e batteri) acidifica il mezzo in cui crescono…Che dite, potremmo utilizzare il cavolo come indicatore di inquinamento biologico?

In internet si trovano molti esempi dell’uso del cavolo negli esperimenti di laboratorio dei ragazzi.Per i tessuti invece ho trovato questo articolo:

http://verenaerin.ca/red-cabbage-natural-dye/

Il blog di questa signora offre molti spunti e l’ho trovato molto interessante. Buona visione…vado ad aprire le finestre…

colori d’autunno

Il sole splende!Esco e vado in caccia di cortecce e foglie..magari trovo qualcosa di interessante!

Monte Perego

Vicino a casa, si trova Monte Perego, uno degli ultimi boschi della Pinaura Padana, testimonianza di un passato lontanissimo. I barcaioli che e le guide del posto lo definiscono “ontaneto” ed effettivamente ho raccolto la corteccia/pigne e foglie di ontano.

Vi ho anche trovato il salice e l’edera con le sue bacche.

Ho sminuzzato tutto e messo nei vasetti con acqua e un tappino di ammoniaca per 3 giorni.

Nel frattempo e ho approfittato per mordenzare i filati con allume e con i tannini dei frutti del kaki (diospiro) e del melograno. Nel pentolone qui sotto ci sono i filati GIA’ mordenzati messi a bagno prima di metterli nel bagno colore.

mordenzatura mista

mordenzatura mista

I kaki raccolti acerbi, tagliati e bolliti mi colorano il filato di un rosa pallido, quasi marroncino, mentre il melograno è un bel giallo beige. Ho mordenzato anche con il castagno (la corteccia) raccolta in montagna. Nel libro di Maria Elda Salice si riporta che in caso di vegetale ricco in tannini si può evitare l’uso dell’allume. Michela di Rosso di Robbia aveva utilizzato il castagno per la tintura dei filati di origine vegetale.

Passati 3 giorni ho tinto con il bagno colore ottenuto dalle foglie di salice e di ontano ed ecco qui:

ontanosalice

A sinistra l’ontano, marrone-verde, mentre a destra c’è il marrone dorato del salice.

In letteratura si riporta che entrambe le piante sono utili per tingere. In particolare con l’aggiunta di sali di ferro si ottengono tinte molto scure, perfino si può intravedere il nero. L’ontano nero è la specie più utilizzata e la sua corteccia è ricca in tannini. una curiosità:Venezia è costruita sui tronchi di ontano!! La mia corteccia è molto umida e devo aspettare che si secchi per bene, poi la provo.

In generale sia dell’ontano che del salice, così come della quercia e  del castagno si utilizzano le cortecce. I colori descritti sono sempre giallo-marrone-beige, segno della presenza dei tannini.

Le giornate scorrono

Il pentolone della cocciniglia è ancora li che borbotta. L’aggiunta dell’aceto ha dato alcune sfumature rosate, mentre se lasciata nell’acqua di casa il colore tende al viola.  Ho preparato anche alcune matasse azzurre e giocato a sovrapporre i colori.Che soddisfazione!alcune matasse sono diventate lillà, altre verdi. Ho migliorato anche le matasse viola. Ora ho un nuovo pacco di estratti,foglie,radici. In giardino ho raccolto le bacche del viburno, i cachi e i melograni. Spero nei prossimi giorni di trovare il tempo di tingere con il raccolto autunnale!!In particolare vorrei verificare se il melograno e i kaki funzionano come mordenti. Mi piacerebbe anche vedere l’effetto del pH sul colore. Fuori piove e non è facile preparare tutto in garage.In più la lana non si asciuga più!!

Giornata autunnale e grigia

Ho lavorato come una matta!!Oggi mi sono decisa a tingere la lana che avevo mordenzato un po di tempo fa. In garage avevo conservato il colore estratto dal tarassaco, ma faceva un odore terribile, così ho buttato tutto e mi sono ricordata del mirtillo!Peccato che 0,5 l di mirtillo sono pochi per 5 etti di lana ed è saltato fuori un azzurrino grigino bruttino…Come rimediare?Ho aggiunto del succo di bacche di sambuco…aspetta che ci metto anche la brodaglia fatta cuocendo le barbabietole. Teriibile!sempre più grigio insignificante!Allora mi sono ricordata della cocciniglia!!Ho messo anche quella!

E’ talmente forte che copre tutti gli errori!!Anzi il grigino di fondo ha dato una sfumatura un pò più scura che mi piace!Insomma la giornata grigia è diventata tutto rosa!!

Ah gran notizia!Mi hanno chiesto di fare un laboratorio di tintura a primavera!!