Anno Nuovo: Corsi nuovi!

 

Perché venire ad un Corso?

In un corso si impara una tecnica nuova che vi può aiutare nel vostro lavoro/hobby.

Perché ne avete sentito parlare ma non lo avete mai visto fare.

Perché vorreste avere un approccio più bio alla vostra vita anche dal punto di vista del vestire e abitare non solo con l’alimentazione.

Perché siete immersi nel mondo dei bambini e vorreste migliorare la loro curiosità verso il mondo con un approccio diverso.

Perchè siete appassionati di storia e la tintura è il portale verso il mondo antico.

                                                   Ecco le mie proposte

Finalmente sono riuscita a incastrare le varie date e nella pagina dei corsi potete vedere tutte le date per i tre tipi di corso.

Tintura naturale della lana

si rivolge a chi non ha mai tinto niente nemmeno con il the o la cipolla. E’ una giornata full immersion dove si da un’infarinatura sul processo! Si torna a casa che si è capito come tingere ma sicuramente non avrà risposto a tutti i dubbi che saltano fuori facendo esperienza.D’altra parte è una giornata piacevole che vi da la possibilità di capire se la tintura è nel vostro Dna oppure proprio non è per voi! (Ci sarà anche l’indaco)

Tintura naturale corso intensivo

Ho pensato ad un corso intensivo dove affrontiamo con calma anche l’indaco, la mordenzatura, il pH dei bagni, come modificare il colore, le piante…insomma cercherò di rispondere ai dubbi e faremo i colori con un approccio più consapevole. Direi che è un corso per chi è stufo di tingere senza sapere cosa sta succedendo ed in modo imprevedibile.

Ecoprint

Il corso di Ecoprint, è una proposta inserita che si affianca a quelle già presenti sul web. Vi insegnerò il mio modo di fare ecoprint, forse un po’ più chimico e meno “wild” di altri ma altrettanto efficace.

Domande?

trovate il modulo contatti in ogni pagina oppure vi aspetto sulla pagina facebook

Officina del colore naturale

Workshop sull’indaco: pronti via!!

 

shibori3

5 marzo 2016  Ca’Magre Isola della Scala Verona dalle 10.00 alle 17.00

19 giugno 2016 Molino da Basso parco Oglio Nord 10-17.00

costo 60€ comprensivi di materiale

Sono esclusi guanti,grembiule, carta penna, ago e filo

Programma

Introduzione sul guado e sull’indaco

Preparazaione del tino (Bagno del colore)  con fruttosio e calce e differenze con il tino a base di idrosolfito di sodio e  soda caustica

Introduzione alla tecnica dello shibori per svelare le sfumature del blu con carrellata di esempi.Realizzeremo diversi tipi di piegature e cuciture dei campioni si stoffa che poi ogni persona si porterà a casa.

Pranzo a al sacco

Tintura nel tino

E’ possibile portarsi dei filati o un paio di magliette da tingere in loco.Devono essere ben lavati,non è necessaria la mordenzatura.

 

Per informazioni mandatemi una mail!

Ecoprint

L’eco print come molti sanno nasce dall’intuizione-sperimentazione di India Flint. Nel suo libro Eco colour Eco-Colour-by-India-Flint

si parla in modo esauriente di questa tecnica. Il concetto di base è semplice: prendo la foglia la metto a contatto con il tessuto, avvolgo il tutto attorno ad un’anima possibilmente di metallo o legno e metto in pentola. Dopo la cottura lascio riposare il rotolo (bundle) per giorni..mesi..anni…il tempo  e il contatto stretto sono i trucchi per la riuscita di questa tecnica. Sappiamo dalla tintura che il mordente ci aiuta nel legare il colore. India suggerisce l’anima di ferro o rame così come l’aggiunta di pezzi arrugginiti di ferro al bagno proprio per mordenzare il tessuto. A volte i tessuti animali sono trattati con aceto altre volte con allume oppure senza niente.I tessuti vegetali invece vengono immersi in bagni successivi di liscivia, albume, latte di soia, succhi anguria, kaki…Questa artista lavora spesso con l’eucalipto, pianta presente in più di 400 specie e ricchissima di tannino.Proprio la presenza del tannino aiuta molto nell’ottenere delle belle stampe, soprattutto perchè legandosi al ferro precipita dando un colore scuro,quasi nero. I tessuti che funzionano meglio sono quelli vecchi,lavati talmente tante volte da non avere più residui industriali che bloccano la penetrazione del colore.

La tecnica non prevede una regola generale, spesso una foglia raccolta in primavera non lascia colore e d invece in autunno regala bellissime sfumature, così come in altri casi è il contrario.Penso che la cosa migliore sia la sperimentazione per capire quali tessuti vanno meglio e quali piante raccogliere e in che periodo.

Programma del corso:

Breve introduzione per spiegare la tecnica: i vari tipi di mordenzatura, piante che “stampano”meglio, titpi di tessuti, visione dei campioni,bibliografia

Preparazione dei rotoli (due a testa per ogni tipo di tessuto, mordenzati diversamente per capire gli effetti dei mordenti)

Cottura e apertura dei rotoli.

Porto tutto il materiale, il corsista non deve portare niente se non guanti,grembiule, carta e penna e macchina fotografica

Il corso dura una giornata, con pausa pranzo.( Nel caso si volesse organizzare solo mezza giornata, si lavorerà con un solo tipo di tessuto.)

Ecco le foto!

 

 

 

Serigrafia con colori naturali: Medulla

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Segnatevi questo nome: Medulla

Medulla è un progetto di serigrafia portato avanti da Davide Montorsi con pazienza e tenacia, denso di contenuti ecosostenibili. Era da tempo che cercavo qualcuno che mi spiegasse la serigrafia,vista da Michel Garcia, ma capita poco, quando sono incappata nelle mie ricerche in Medulla e nel suo workshop in Friuli. Pronti via! In una giornata ho raccolto molte informazioni e provato a stampare su carta con i colori: indaco, clorofilla, cocciniglia e curcuma ( acquistati da Marco Fantuzzi). Interessante la tecnica per fissare la stampa su stoffa e i disegni sono veramente dei capolavori. Ora in teoria dovrei provarci da sola, ma confesso che sono ancora titubante sulla preparazione dei materiali. Magari mi faccio un’altra giornata di corso! questa volta sarà a Bologna.Ecco l’evento:

https://www.facebook.com/events/471652706331959/

e qui le foto:

 

Lo Scialle di Stephen West

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Quando ho visto questo progetto mi ha colpito la lavorazione a spicchi e l’uso di colori brillanti come i miei. Mi spaventava il fatto di non saper lavorare a maglia a parte i punti classici e prima di comprarlo c’ho pensato un pò. Poi in un giorno di gennaio,affondata dalla  depressione per il poco lavoro, ho reagito con lo shopping compulsivo e me lo sono comprato! Ecco qui il link:

Exploration Station

Ho preso i miei gomitoli:

1 viola,

1 lillà

1 giallo

1 nero (Alpaca colore naturale del pelo)

e mi sono messa a lavorare. Ho seguito le sue spiegazioni su you tube, ho disfatto e rifatto 6 -7 volte qualche pezzo e alla fine sono riuscita a concluderlo in circa 6 mesi. Ho avanzato un pò di viola e giallo (circa 10gr), il lillà è andato bene come il nero. Eccolo pronto da indossare per il mio viaggio a Berlino…peccato che al momento di andare a Berlino c’erano 38 °C!!

 

 

Progetto orto tintorio

Vi ho già fatto vedere il mio orto?

L’anno scorso grazie a Bonini Garden ho imparato un orto diverso:l’orto sinergico. Mi sono comprata un paio di libri e poi penna e carta, mi sono fatta il progettino. Piccolo problema non avevo la terra…allora ho chiesto al vicino di casa se mi poteva prestare un pezzettino del suo terreno e così a marzo sono partiti i lavori.

Abbiamo scavato ai lati per fare i bancali e dopo aver sistemato la gocciolante abbiamo cosparso tutto di paglia. La furbata è stata seminare l’erba davanti dove c’era la terra.Dopo due giorni di vento e una settimana di pioggia, l’erba è spuntata tra la paglia,GRRRR!!

La prima settimana di Aprile ho piantato insalata, pomodori, peperoni, melanzane,piselli,carote zucche e zucchine…la paglia ha protetto tutto dalle due mini gelate notturne, ma ha rallentato il riscaldamento del terreno.Così ai primi di maggio le piante dell’orto del prete (iniziato nello stesso periodo) erano già enormi, mentre le mie erano ancora piccoline. Ah ho osato: ho messo pure tre piante di carciofi!Le foglie tingono!!

Tra i pomodori ho messo tagete e basilico che nel giro di una settimana sono stati divorati dalle lumache.Nessun problema, ho ripiantato tutto…e ripiantato tutto…insomma siamo al quarto giro di tagete e basilico..le lumache ringraziano!In testa ai bancali ci sono le aromatiche: assenzio, timo, lavanda.Ho trovato anche l’erba amara di castelgoffredo e il tanaceto.Qua e là Matilde ha voluto seminare il nasturzio..ed è cresciuto!

La cosa un po’ diversa di questo orto sono le piante tintorie. Ho cominciato a cercare i semi già l’anno scorso,quando in abruzzo ho raccolto la camomilla del tintore.Poi ho preso i semi di Guado da Samuele di Terrae Blu e su ebay ho trovato l’alkanna e l’altea nera. In vivaio ho trovato la calendula, la ginestra del tintore, l’escolzia e il fiordaliso. La robbia l’ho recuperata in Francia. Mi manca la reseda.Non riesco a farla germogliare,pazienza. Ho inserito le tintorie tra le ortive a caso, e mi sono accorta che il guado è una pianta mooolto esigente, praticamente si mangia tutto l’azoto, mentre la camomilla è un ottimo tappezzante. La robbia cresce anche dai moncherini di radice lasciati nel terreno dopo la raccolta. 

Oggi il mio orto è così. Ha superato una tromba d’aria con tanto di salice sdradicato ( quello che si vede sullo sfondo della prima foto non c’è più).La paglia è rimasta lì, probabilmente trattenuta dai molti fili d’erba cresciuti e che non sono riuscita a togliere…ma nell’orto sinergico non si tolgono!! Il guado dopo la tromba d’aria e la raccolta delle foglie sopravvissute, è cresciuto di nuovo e la settimana prossima rifaccio l’estrazione.La camomilla fa circa 1 etto di fiori ogni settimana, mentre siamo già al quarto giro di piantine di insalata e zucchine….A proposito se volete delle zucchine…

 

Visto che non ci sono recinzioni e magari siete curiosi perchè non passate di qui?  :)))

Guado al Miele

Da quando ho iniziato a sentire parlare di tintura ho capito che il “capitolo indaco” è la prova del 9 di ogni tintore. Nei corsi si presenta sempre come un colore magico e pochi lo insegnano con destrezza. In compenso tra libri sul tema e kit c’è n’è per tutti i gusti e così ho iniziato a provare. Ho provato  comprando soda caustica e spectralite per scioglierlo a pH basico e togliere l’ossigeno,

Ho provato anche con il metodo 1-2-3 di garcia..ma non ho sciolto bene la polvere e così ho avuto una matassa tinta male.però ha fatto il fiore

 

Poi ho seminato il guado comprato da Terre blu e ho provato sia con il metodo chimico che con il metodo naturale.

 

 

Ho provato anche l’indaco indiano acquistato su etsy. Penso che il metodo più semplice sia quello chimico ma il laboratorio si riempe di un odoraccio!! Con fruttosio e calce/miele e liscivia  c’è un gran deposito sul fondo ma non c’è odore. Partendo da polvere si ha un colore decisamente più intenso che dalle foglie di guado.Sintomo che c’è  poco pigmento per foglia e bisogna raccogliere dei gran kg di vegetale.In questo momento ho ancora del succo con liscivia e sto guardando se si deposita sul fondo la polvere..è mooolto sporco,chissà..

 

Corso di Ecoprint: le foto

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Il 17 maggio a Viadana ci siamo diveriti a stampare con le foglie di noce, sommaco, acero, eucalipto, con le radici di robbia e gallium, con qualche fiore di camomilla. Le stoffine di cotone, lana e seta sono state riempite ed arrotolate strette strette e poi cotte a vapore nelle pentole.In una pentola c’era pure l’aggiunta delle cipolle!

Ecco alcune foto delle ragazze che hanno lavorato con me.